Cortona, itinerario religioso

Le celle di Cortona

Le numerose e monumentali chiese del territorio cortonese, la spiritualità francescana, il paesaggio armonioso e mistico concorrono a fare di Cortona una meta ideale per un turista in cerca di stimoli spirituali e luoghi di meditazione. Cortona è intimamente legata ai primi tempi del francescanesimo. L’Eremo delle Celle fu infatti il primo convento costruito da San Francesco quando per la prima volta giunse in questa città, nel 1211. In questo convento, aggrappato al fianco del Monte Sant’Egidio, soggiornarono, oltre a San Francesco, Frate Elia Coppi, S. Bonaventura e S. Antonio da Padova. La chiesa di S. Francesco, invece, fu iniziata nel 1245 da Frate Elia Coppi, compagno del Santo di Assisi, e secondo ministro generale dell’Ordine. Di stile gotico,con un grande rosone sulla facciata e snelle bifore sui fianchi e sulle absidi, al suo interno contiene l’ultima opera di Pietro Berrettini (Pietro da Cortona) “l’Annunciazione” , altre pregevoli opere pittoriche, affreschi, e le ossa di Frate Elia Coppi.

La Basilica di Santa Margherita, contenente il corpo della Santa, racchiuso in una preziosa urna d’argento( eseguita nel 1646, su disegno di Pietro da Cortona) sta sulla sommità del colle e si raggiunge attraverso un percorso panoramico impreziosito dalle stazioni della “Via Crucis”, mosaici di Gino Severini. Dal suo piazzale è possibile ammirare uno splendido panorama della Valdichiana, con i suoi bordi delimitati dal Lago Trasimeno, dai monti Amiata e Cetona e dalla pianura che conduce a ovest verso Siena e a nord-est verso Arezzo.

Chiesa di Santa Margherita Nuova a Cortona

La Basilica-Santuario è dedicata a Santa Margherita (1247-1297), celebrata per la sua vita coraggiosa, la sua conversione drammatica e le opere umanitarie a favore dei poveri e dei malati. E’ sorta dai vari rimaneggiamenti di un oratorio del XIII secolo; nella seconda metà dell’800 è stata quasi completamente modificata e delle antiche strutture architettoniche permangono il rosone della facciata di Giovanni Pisano, il campanile e le mura esterne del Coro.

La Chiesa di San Niccolò sorge in un luogo suggestivo, circondato dai cipressi; contiene un gonfalone dipinto da Luca Signorelli, ed un dipinto opistografo su tavola che raffigura la Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo, sempre di L. Signorelli. In una piazza raccolta e silenziosa, da cui si gode uno stupendo panorama del monte sant’Egidio e della vallata aretina, si eleva la Cattedrale di Santa Maria, ricostruita nel 1456 sul sito di una pieve romanica dell’XI° secolo; il campanile di Francesco Lavarelli è del 1556. Al suo interno pregevoli pitture di Ludovico Cardi, Andrea Commodi, Alessandro Allori e Pietro da Cortona. Di raro valore i candelabri, reliquiari, calici e altri oggetti sacri esposti in sacrestia. Innumerevoli altre chiese arricchiscono questa città, alcune imponenti, altre che si fanno scoprire per caso, in mezzo a edifici e palazzi; un intreccio quotidiano tra vita civile e religiosa all’interno delle mura storiche, in un susseguirsi di tabernacoli, busti e immagini religiose.


Chiesa di San Niccolò a Cortona

Fuori dalle mura, a mezzacosta, campeggia solitaria Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, eretta su disegno di Francesco di Giorgio Martini (1485), in laterizi e pietra arenaria. Purtroppo la friabilità di questo tipo di materiale non ha impedito al passare dei secoli di cancellare in parte le decorazioni e le sagome della parte esterna dell’edificio, un fenomeno che è riscontrabile anche in altri antichi monumenti della città. Fuori Porta Colonia, invece, una strada scoscesa conduce su di un ripiano a tronco di piramide sulla cui superficie si erge Santa Maria Nuova, chiesa armoniosa con cupola emisferica, iniziata su disegno di Giovan Battista Infregliati (1550) modificato e completato da Giorgio Vasari. Non meno suggestive sono le altre numerose Chiese e chiesette disseminate sul territorio cortonese, ben identificabili, grazie ad una scrupolosa segnalazione stradale.

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